Da ragazzina cantavo “La mia borgo” di Gipo Farassino (quella dedicata verso Torino, mia borgo): lui diceva “il etere scordato dalle fiabe”, io “il aria solcato dalle piaghe” (avevo un attenuazione difficile dunque)
Mia madre a causa di mesi e mesi canticchiava il Battisti di “Si’, girare” continuando a meditare che la canzone fosse dedicata ad una non ideale precisata fidanzata/amica/partner di nome Silvia Giarre.